Tu che posizione preferisci?
Più volte abbiamo affrontato il problema della lettura discontinua. Oramai sappiamo bene che la causa principale va individuata nel non avere a disposizione il tempo che si vorrebbe per immergersi nel libro. La problematica, però, non ha come unica causa esclusiva gli impegni che ognuno di noi ha quotidianamente tra lavoro, famiglia, obblighi sociali. Secondo un'inchiesta tanto curiosa quanto interessante (vi rimando al link in calce al post), un’altra ragione della frammentarietà della lettura andrebbe individuata nella “difficoltà” nel trovare una posizione realmente comoda quando si legge. Secondo Luke Winkle, l’autore dell'inchiesta in questione, “[…] l’umanità non ha però ancora trovato un modo ergonomico per assimilare la parola scritta”.
Ogni posizione ha i suoi dolori
A quanto pare, non importa quale posizione di lettura scegliate. Dopo un po’, una parte del vostro corpo inizierà ad implorare pietà. Per esempio, se siete:
- Sdraiati sulla schiena, con il libro sopra la testa: le braccia formicoleranno;
- Seduti in poltrona, libro in grembo: il collo vi darà il tormento (o, se la poltrona è particolarmente comoda, la lettura cederà il passo ad una gustosa pennichella. Effetto personalmente testato da anni di barbosi e verbosi libri universitari, ndr);
- Sdraiati a pancia in giù, su un letto o divano: praticamente un plank ma senza benefici muscolari, solo sofferenza.
- Seduti ad un tavolo o una scrivania: ottimo per un fondoschiena piatto e formicolante, sempre che le braccia riescano a trovare una posizione ottimale (tutt’altro che scontato).
- Piegati in modo geometricamente creativo: ossia se tendete ad assumere posizioni che sfidano ogni legge conosciuta della fisica, trovando applicazioni nuove ed originali all’idea stessa delle linee e delle diagonali in geometria. Soluzioni ottime per ripartire dolori ed indolenzimento in diverse parti del corpo. Perché se bisogna soffrire, tanto vale soffrire per bene ed ovunque.
Ma perché si soffre?
Spiegare perché proviamo fastidio, disagio o addirittura dolore durante una sessione di lettura in una determinata postura è molto semplice, in quanto la causa deriva dalla stessa struttura anatomica dell’essere umano: il nostro corpo non è stato progettato per restare molto a lungo nella stessa posizione. Se ci pensate, non accade nemmeno durante il sonno. Il nostro corpo tende a muoversi dopo un po’ di tempo perché, nel momento in cui assumiamo una posizione, nel nostro organismo si attivano i meccanocettori, recettori sensoriali presenti nel nostro sistema nervoso che registrano e rielaborano stimoli meccanici come tatto, vibrazioni e pressione, trasformandoli in impulsi nervosi che fungono da “segnalatori”: in pratica, quando assumiamo posizioni scomode, come quelle che per esempio implicano lo “schiacciamento” di una parte del corpo o una pressione continua e costante, i meccanorecettori inviano un segnale al sistema nervoso, che ci porta a modificare la postura.
Il piacere nel dolore
Non manca chi ha tentato di dare una motivazione ed una giustificazione positiva alla scomodità ed al fastidio, asserendo che il disagio aiuterebbe a mantenere viva la concentrazione durante la lettura. Il che, se è pur vero, annulla totalmente l’effetto di abbandono, immersività e relax che dovrebbero essere le conseguenze desiderate e piacevoli di un buon libro. La lettura dovrebbe rappresentare una fuga dal quotidiano, dai problemi reali, dovrebbe portare il lettore a tuffarsi completamente nell’universo racchiuso tra le pagine del volume ed a viaggiare con la fantasia. Dolori ed indolenzimenti impediscono l’immersione e, per quanto si possa provare a cercare di ignorarli, dopo un po’ di tempo fanno ripiombare il lettore nella cruda (ed indolenzita) realtà quotidiana.
Qual è la “posizione” migliore per leggere?
Se le cause dei dolori sono chiari, lo sono però anche i rimedi. Alcuni sono noti da tempo, altri sono dettati dal buon senso. Ma non mancano soluzioni tecnologiche ed innovative. Così come vengono comunemente usati leggii per leggere in pubblico (durante un reading o una conferenza, ma gli esempi possono essere molteplici), esistono anche leggii da tavolo, che riducono di molto il disagio della lettura da scrivania, per esempio. Se non si vuole ricorrere a strumenti di supporto, puntare su equilibrio e buon senso resta pur sempre un’ottima soluzione: quando si legge, è sempre utile e salutare alzarsi ogni tanto e “sgranchirsi”. Questo aiuta il corpo a riassestarsi, così da poter riprendere la lettura dopo pochi minuti con rinnovato piacere. Non mancano soluzioni più hi-tech, dedicate soprattutto a chi ama leggere in digitale, come supporti per gli e-book reader, dotati di un braccio flessibile ed agganciabile a diverse superfici, così da poter posizionare il lettore alla distanza ritenuta più confortevole in base alla posizione assunta. Non serve nemmeno usare le mani per sfogliare le pagine sullo schermo touch. Basta cliccare su una piccola pulsantiera bluetooth ed il gioco è fatto. Ma la tecnologia è andata anche oltre, fondendo e-reader e smart glasses: sono infatti sul mercato dei veri e propri occhiali VR dedicati alla lettura di e-book, che permettono di leggere in qualunque posizione sfogliando le pagine con comandi touch o addirittura con uno smart ring, eliminando così a monte il problema della postura. Non mancano poi soluzioni che trasformano, grazie all’AI, il testo in audio, per gli amanti degli audiolibri e per gli ipovedenti. Soluzioni all’avanguardia, che purtroppo tagliano fuori gli amanti della lettura cartacea tradizionale. Ma, se ci pensate, nessuna innovazione potrà mai sostituire il piacere di sfogliare un buon libro. E se la scomodità è il prezzo da pagare, i veri lettori appassionati non hanno remore a saldarlo. Per la gioia del loro osteopata.
Riferimenti
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