Come leggere un romanzo complesso: il viaggio dell’eroe

Il CEO - Team Fabulè - - 5 min

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Andare in libreria o in biblioteca, vedere un volume corposo, con un titolo o una trama accattivante, oppure firmato da uno dei propri autori preferiti, è per tanti lettori sinonimo di acquisto immediato. Molti altri però restano frenati dalle dimensioni del tomo, preoccupati che la notevole estensione in termini di pagine e la presumibile complessità della trama possano poi rendere la lettura un’attività difficoltosa, stancante e tutt’altro che piacevole. In effetti, che sia un antico retaggio delle interminabili pagine da studiare nel periodo scolastico o accademico, o che gli innumerevoli impegni quotidiani scoraggino dall’affrontare impegnative sessioni di lettura prolungata, un libro dalle dimensioni importanti, seppur intrigante a monte, tende a suscitare timore e non sono pochi i lettori che rinunciano all’acquisto o ad iniziare la lettura.

In realtà è un falso problema. Abbiamo già visto come sia possibile affrontare la lettura in più sessioni, non necessariamente di lunga durata, così come abbiamo visto come fare per riprendere a leggere dopo una lunga pausa. Anche a livello di contenuti, è possibile avere una sorta di schema mentale in cui “incanalare” il contenuto del romanzo, in modo da averne sempre ben chiara la struttura e rendere così la lettura più scorrevole, più chiara, più piacevole. Questo schema è noto come “il viaggio dell’eroe” e non è altro che uno schema narrativo archetipico teorizzato per la prima volta dal mitologo Joseph Campbell nel testo L'eroe dai mille volti (1949), poi rielaborato alla fine degli anni 80 per il cinema e la narrativa dallo sceneggiatore Christopher Vogler.

Il viaggio inteso come crescita

Volendo partire con una definizione semplice e di immediata comprensione, il viaggio dell’eroe descrive l'evoluzione di un protagonista che abbandona il proprio mondo ordinario per affrontare avventure in un mondo straordinario, uscendone trasformato. Indipendentemente dalla molteplicità delle trame, ogni storia può infatti essere interpretata come un viaggio compiuto dal personaggio principale, “l’eroe”, non solo un viaggio strettamente fisico ma anche uno interiore, che lo porta a cambiare, a maturare ed a crescere durante il percorso narrativo attraverso una serie di “prove”. Il viaggio dell’eroe rappresenta dunque uno schema che ogni autore può utilizzare come meglio crede, per raccontare la propria storia, tanto che nella drammaturgia moderna questa struttura è diventata lo standard per garantire un arco di trasformazione del personaggio che risulti emotivamente soddisfacente per il pubblico, poiché il lettore (o lo spettatore) è in grado di immedesimarsi a lui lungo il suo percorso di crescita.

Il viaggio visto step by step

Il viaggio dell’eroe si compone di tre fasi principali, ognuna delle quali è a sua volta suddivisa in “tappe”:

  1. La Partenza (o Separazione): l’eroe viene chiamato a partire per il suo viaggio, non senza reticenze, il che comporta una “rottura” con la sua vita fino a quel momento ed una separazione dalla quotidianità e le abitudini;
  2. L’Iniziazione (o Discesa): l’eroe inizia il suo percorso ed affronta sfide via via più difficili, avvicinandosi alla sfida finale, nel corso della quale l’eroe si scontra con la morte o con la sua più grande paura, così da poter “rinascere” come un uomo nuovo;
  3. Il Ritorno: l’eroe ritorna nel suo luogo d’origine, non senza un ultimo scontro che suggella la sua trasformazione, portando con sé quel qualcosa che lo ha cambiato, a beneficio della sua comunità.

Analizziamo nel dettaglio le tre fasi, tappa dopo tappa.

La Partenza:

  1. Il mondo ordinario. Il protagonista viene presentato nella sua realtà quotidiana, così da poterlo comprendere, creare un senso di identificazione nel lettore, capire ciò di cui andrà alla ricerca e la posta in gioco;
  2. La chiamata all’avventura. Il protagonista si trova di fronte ad un problema o una sfida che stravolge l’equilibrio del suo mondo ordinario e rende chiaro l’obiettivo finale;
  3. Il rifiuto della chiamata. Di regola, la prima reazione del protagonista, che rappresenta una iniziale mancanza di volontà ad abbandonare lo status quo e ad affrontare la sfida;
  4. L’incontro con il mentore. Il protagonista entra in relazione con la figura del mentore, un personaggio amico che ha il compito di fargli cambiare idea e prepararlo alla sfida.

L’Iniziazione:

  1. Il superamento della prima soglia. Il protagonista ha accettato la sfida ed è pronto ad affrontarne le conseguenze e le responsabilità che ne conseguono. Di regola in questo momento avviene il passaggio dal mondo ordinario al mondo “straordinario”;
  2. Prove, alleati, nemici. Il protagonista inizia ad incontrare e ad affrontare le difficoltà lungo il percorso. Il grado di sfida di queste prove sarà crescente, in prospettiva della sfida più difficile ed importante. L’eroe ha maggiore consapevolezza del ruolo che hanno i personaggi che lo circondano e delle squadre o fazioni in campo, il che garantisce una crescente immedesimazione da parte del lettore nel riconoscere le stesse dinamiche che affronta nella vita (rapporti di amicizia, rivalità, paure);
  3. Avvicinamento alla caverna più profonda. Il protagonista, organizzato con i suoi alleati, si avvicina all’obiettivo (fisico o metaforico) della sua ricerca, collocato nel luogo in cui si trova l’antagonista principale;
  4. Prova centrale. Il protagonista affronta il primo scontro importante, da cui esce sconfitto. Questa sconfitta rappresenta il momento di crisi dell’eroe, che però gli conferisce umanità agli occhi del lettore garantendo maggiore immedesimazione e permettendogli di rinascere più forte di prima;
  5. Ricompensa. Il protagonista, “risorto” dopo la sconfitta, acquisisce nuove conoscenze od oggetti che risulteranno fondamentali per vincere la battaglia finale contro l’antagonista e raggiungere l’obiettivo per cui aveva iniziato la sfida.

Il Ritorno:

  1. Via del ritorno. Il protagonista desidera ristabilire l’ordine ed inizia ad avvertire la mancanza del suo mondo ordinario. Le nuove capacità dell’eroe vengono messe alla prova. La sfida finale diventa inevitabile;
  2. Resurrezione. Il protagonista affronta il suo ultimo scontro – il vero climax dell’opera – da cui esce vincitore grazie alle sue nuove capacità, non prima di essere stato nuovamente sull’orlo della sconfitta, dimostrando definitivamente il suo cambiamento, la sua trasformazione e la sua crescita;
  3. Ritorno con l’elisir. Il protagonista, dopo aver superato le sue debolezze, affrontato ogni sfida ed essersi trasformato in una persona migliore, può finalmente tornare nel suo mondo ordinario, portando però con sé il “premio” della sfida (fisico o metaforico), a beneficio di tutti.

I compagni di viaggio

A differenza delle fasi, gli archetipi dei personaggi possono essere infiniti, ma possono essere ricondotti in linea di massima ad alcune categorie codificate, sette per la precisione. Analizziamole.

  1. Eroe: è il protagonista, chiamato ad andare alla ricerca di qualcosa, colui che avrà il percorso di crescita più marcato all’interno dell’arco narrativo. È il personaggio con cui il pubblico è chiamato a identificarsi: più universale sarà l’oggetto della sua ricerca (ad esempio la propria identità o l’amore), più ampio sarà il ventaglio di lettori che riuscirà a identificarsi in lui;
  2. Messaggero: è il personaggio (o l’evento) che chiama l’eroe all’avventura, annunciando un cambiamento o una sfida che distruggerà lo status quo in cui egli viveva;
  3. Mentore: è una figura positiva, il personaggio che contribuisce alla crescita dell’eroe. Il mentore potrebbe essere stato un eroe a sua volta in passato e può donare al protagonista oggetti o conoscenze che si riveleranno fondamentali. Egli però può solo accompagnare l’eroe, non può sostituirsi a lui nell’affrontare la sfida. Il rapporto tra eroe e mentore è quello più carico di valore simbolico, in quanto rappresenta il legame tra genitori e figli, insegnanti e allievi, medico e paziente, divinità e uomo;
  4. Guardiano della soglia: un personaggio neutro o nemico, che impedisce l’ingresso nel mondo straordinario. Se è neutro, chiede all’eroe una prova del suo valore per farlo passare. Una volta superata la prova, può convincersi a passare tra le fila dei suoi alleati. Qualora fosse invece un nemico, di regola è un aiutante dell’antagonista;
  5. Mutaforma: sono i personaggi che agli occhi del protagonista cambiano una o più volte ruolo (a volte anche aspetto fisico), confondendo ed ingannando l’eroe;
  6. Ombra: il personaggio che rappresenta il nemico, la forza negativa, a volte presente nello stesso lato oscuro dell’eroe. È il personaggio necessario affinché esista il conflitto ed è l’unico in grado di far emergere il lato migliore dell’eroe;
  7. Imbroglione: è il personaggio necessario per allentare la tensione ed offrire spunti più leggeri all’interno della storia. Spesso non è né un alleato né un nemico, in quanto ha come unico obiettivo il suo interesse personale.

Il viaggio esiste da sempre, anche al contrario

Sebbene teorizzato solo in tempi moderni, la struttura del viaggio dell’eroe può essere applicata a praticamente tutte le opere di narrazione, dall’antichità sumera, accadica e classica (L’Epopea di Gilgamesh, La Leggenda della Nascita di Sargon, l’Odissea, l’Eneide, per citarne alcune) ai giorni nostri (come Il Signore degli Anelli o Harry Potter). Esistono però opere che ribaltano la struttura del viaggio dell’eroe? In effetti sì. Se per esempio guardiamo la Bibbia con occhio letterario, per la precisione il Nuovo Testamento, Cristo rappresenta la figura di un eroe che è già sulla retta via ed il suo arco narrativo è definito dalla sua influenza su coloro che lo circondano. Il suo viaggio non cambia lui, ma cambia gli altri.

Il viaggio come mappa (di viaggio)

Nonostante la struttura di Vogler abbia un’applicazione praticamente universale, la formulazione dello sceneggiatore non fu esente da critiche, in quanto fu accusata di provocare un appiattimento creativo. La contestazione nasceva dall’equazione secondo cui se tutte le opere rimandano allo stesso schema, allora sono tutte uguali. Fu lo stesso Vogler a contestare tale critica, dichiarando che lo schema dell’eroe non è una formula matematica da applicare rigidamente, ma un canovaccio all’interno del quale trovare ispirazione, senza viverlo come una rigida prigione. Secondo lo sceneggiatore, un autore dovrebbe conoscere il viaggio dell’eroe e gli archetipi e tenerli in considerazione nelle fasi creative iniziali per tracciare lo schema di massima dell’opera; successivamente però è opportuno lasciare spazio alla propria creatività per aggiungere, togliere, rimescolare le varie fasi in modo da raccontare la storia nel modo più efficace, per ritornare al modello del viaggio dell’eroe in fase di revisione per individuare eventuali punti deboli e migliorarli. Vogler inoltre sosteneva che il lettore ama essere spiazzato, per cui sorprenderlo con una sfida creativa che sovverta un modello radicato e standardizzato sarebbe sicuramente stata un’idea vincente. A questo proposito, egli riassunse il senso della sua dichiarazione con una suggestiva metafora: “non bisogna confondere la mappa con il viaggio. Il viaggio dell’eroe è una mappa, il testo è il viaggio”.

Come si può affrontare la lettura di un romanzo corposo?

Oltre che definendo a livello temporale le sessioni di lettura, è possibile utilizzare uno schema strutturale che aiuta a comprendere la struttura del testo. Questo schema, codificato dallo sceneggiatore Christopher Vogler, è noto come il viaggio dell’eroe.

Cos’è allora il viaggio dell’eroe?

È la struttura che individua tutti i passaggi che il protagonista della storia affronta per raggiungere il suo obiettivo.

Come si struttura il viaggio dell’eroe?

Attraverso 3 fasi (Partenza, Iniziazione, Ritorno), al cui interno vi è un’ulteriore suddivisione in 12 tappe (Mondo Ordinario, Chiamata all’Avventura, Rifiuto della Chiamata, Incontro con il Mentore, Superamento della Prima Soglia, Prove Alleati e Nemici, Avvicinamento alla Caverna più Profonda, Prova Centrale, Ricompensa, Via del Ritorno, Resurrezione, Ritorno con l’Elisir).

Quali personaggi si incontrano lungo il viaggio dell’eroe?

I personaggi possono essere infiniti, ma esistono sette archetipi: l’Eroe, il Messaggero, il Mentore, il Guardiano della Soglia, il Mutaforma, l’Ombra, l’Imbroglione.

Il viaggio dell’eroe vale solo per i testi contemporanei?

No, sebbene teorizzato in tempi moderni è applicato anche alle opere classiche.

Il viaggio dell’eroe è universalmente accettato?

Sebbene sia applicabile ad un’innumerevole quantità di testi, non sono mancate critiche che hanno accusato questa struttura di appiattimento creativo. Vogler ha risposto alle critiche affermando che il viaggio dell’eroe è solo un canovaccio, una mappa da seguire, il resto è lasciato alla creatività dell’autore, perché il vero viaggio è il libro.

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